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MUSEO DIOCESANO CALTAGIRONE


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Plenitudo - Eumenidi


Due mostre per ripensare il paradigma Femminile

 

Plenitudo personale di Valeria Patrizi
Eumenidi
 collettiva
a cura di Elisabeth Occhipinti

23 luglio | 28 ottobre 2018

Il Museo Diocesano di Caltagirone, sotto la Direzione di Don Fabio Raimondi e con la curatela di Elisabeth Occhipinti e Mario Luca Testa, ospiterà due mostre, una personale e una collettiva nel desiderio di offrire una visione articolata della varietà e complessità del paradigma femminile.

PLENITUDO

Riflessione della pittrice Valeria Patrizi attorno al potenziale creativo riservato alle donne: quello di essere madri. Una riflessione condotta attraverso la trasposizione pittorica di alcune delle figure femminili più emblematiche della storia: sono figure la cui maternità ci parla di storie d’amore lontane e di grandezza; il loro riaffiorare dalle tele grezze e macchiate evoca l’idea di voler slegare l’immaginazione da vincoli prestabiliti e offrire la possibilità di poter scoprire la propria verità in ogni opera. Ogni tela rivela la dedizione e il coraggio di essere madri universali, è frammento silenzioso dell’essenza dell’artista, espressione della complessità dei suoi desideri e delle sue intenzioni, tra l’essere e il voler essere.


EUMENIDI
Coro polifonico di 7 artiste coinvolte nel progetto e chiamate al ruolo di coreute: Ilde Barone, Mavie Cartia, Khadra Yusuf, Miriam Pace, Alessia Scarso, Manuela Vargetto e Luciana Perego. Chiamate a riflettere attorno ai temi della discriminazione delle donne nel lavoro, nel welfare, nelle relazioni, sino a spingere la narrazione nei meandri della violenza di genere, attraverso le loro opere e le loro riflessioni - raccolte in una video-intervista curata da Gxlab - abbiamo tentato una narrazione capace di sollecitare un proficuo interrogarsi e di sollevare una comune richiesta di risoluzione alle problematiche indagate. A venire espressa è l’essenza archetipica di maschile e femminile, che è parte integrante del nostro Sè e prescinde dal nostro essere uomini o donne. Lo spazio artistico, inteso come spazio interiore, è spazio sacro, di contatto e di nutrimento. Luogo libero dai condizionamenti, anche culturali, in cui si annullano tutte le differenze ed è possibile vedere emergere il nudo essere umano. Il tipo di rappresentazione che ne verrà, dipenderà dalle singole sensibilità, indipendentemente dall’essere uomini o donne. Per questo, lo spazio dell’arte, viene suggerito a chiunque come pratica privilegiata in cui ritrovare il contatto con se stessi.


Inoltre, un omaggio alla Tenda di Carla Accardi, una vera e propria installazione, accompagnerà la mostra. “Materia Viva”, l’opera che a essa si ispira, rende lo spettatore partecipe grazie alla sua performatività; rimanda alla possibilità di vivere lo spazio come situazione concreta in cui la trasparenza permette di vedere contemporaneamente dentro e fuori. Il Sé e l’Altro. Pone immediatamente dentro la problematicità della situazione: quella di uno spazio intimo e separato, ma aperto alla socialità e alla relazione, alla “viabilità” e alla contaminazione. Un invito allo spettatore a divenire protagonista della propria vita, a relazionarsi con il mondo portando il proprio segno e accogliendo i segni del mondo, e a fare di tutto ciò un’opera complessa e meravigliosa.

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